Anima Mea, la grande musica come spazio di libertà, indagine e incontro

L’edizione riunisce interpreti ed ensemble di rilievo internazionale, dal duo di gambisti formato da Amélie Chemin e dall’erede della scuola di Jordi Savall, Paolo Pandolfo, al flautista Manuel Staropoli con l’Accademia del Ricercare, dall’ensemble catalano Vespres d’Arnadí diretto da Dani Espasa al quartetto di viole da gamba di Orfeo Futuro. E ancora, il violinista barese di fama mondiale Francesco D’Orazio, l’organista Carlo Maria Barile, il violoncellista argentino Jorge Bosso con il suo Concept e l’ensemble spagnolo La Tempestad: artisti diversi per provenienza e sensibilità, accomunati dalla capacità di riportare in vita repertori preziosi e di aprire nuove prospettive d’ascolto.

La musica come possibilità di immaginare un’altra realtà dell’umano, come testimonianza di libertà e occasione d’incontro tra culture, epoche e sensibilità. È questa la visione che ispira la diciottesima edizione diAnima Mea, il festival diretto daGioacchino De Padovache, intorno alle tradizionali coordinate «Mondi, Musiche, Memorie»,dal 16 ottobre al 24 novembretorna a intrecciare inventuno concertieundici produzioniricerca musicologica, interpretazione storicamente informata e proposte artistiche originali, trasformando il patrimonio musicale in un’esperienza viva e condivisa. Gli appuntamenti si terranno aBari(chiesa di Santa Scolastica al Porto, chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo, Auditorium del Conservatorio Piccinni),Sannicandro di Bari(Scuderie del Castello),Andria(Chiesa di Sant’Anna) ePalo del Colle(chiesa del Purgatorio),

In un tempo attraversato da conflitti e crisi ambientali, il direttore artistico rilancia una domanda essenziale: quale senso può avere occuparsi di musica mentre il mondo è ferito? La risposta risiede nella capacità dell’arte di aprire prospettive, alimentare una speranza inesausta di libertà e favorire quella «espansione dell’anima» evocata da Johann Mattheson nel Settecento. Un orizzonte culturale che prende forma in dodici produzioni, ventuno concerti e circa trenta ore di musica dal vivo, con cinquanta musicisti provenienti da dieci regioni d’Europa e dalle Americhe.

L’edizione riunisce interpreti ed ensemble di rilievo internazionale, dal duo di gambisti formato daAmélie Chemine dall’erede della scuola di Jordi Savall,Paolo Pandolfo, al flautistaManuel Staropolicon l’Accademia del Ricercare, dall’ensemble catalanoVespres d’Arnadídiretto daDani Espasaal quartetto di viole da gamba diOrfeo Futuro. E ancora, il violinista barese di fama mondialeFrancesco D’Orazio, l’organistaCarlo Maria Barile, il violoncellista argentinoJorge Bossocon il suo Concept e l’ensemble spagnoloLa Tempestad: artisti diversi per provenienza e sensibilità, accomunati dalla capacità di riportare in vita repertori preziosi e di aprire nuove prospettive d’ascolto.

Dunque, dopo l’anteprima dell’11 agosto con il progetto «Traversées» dell’ensemble canadese Constantinople e del griot Ablaye Cissoko, appuntamento che ha anticipato la dimensione internazionale e l’apertura a linguaggi e tradizioni differenti del festival, la diciottesima edizione s’inaugureràvenerdì 16 ottobreaBari(chiesa di Santa Scolastica) con «Les Joyes des Elisées»: il duo con base in svizzera formato daPaolo Pandolfo e Amélie Cheminesplorerà due secoli di repertorio per viola da gamba, tra Inghilterra, Francia e Germania, facendo emergere la straordinaria ricchezza espressiva di questo strumento. Il concerto sarà replicatodomenica 18 ottobreaPalo del Colle.

Martedì 20 ottobre, ancora aBari(chiesa di Santa Scolastica), emercoledì 21ottobre aPalo del Colle, sarà protagonista l’Accademia del Ricercare, con «Il flauto del Vivaldi». Guidato dal flautista e flautinista (cioè, specialista di ottavino)Manuel Staropoli, l’ensemble proporrà una selezione di concerti vivaldiani di rara esecuzione, mettendo in luce il virtuosismo e la brillantezza di pagine tra le più impegnative del repertorio settecentesco.

Seguirà «Il Principe in Orchestra» con i catalaniVespres d’Arnadídiretti daDani Espasa, impegnati a esplorare il dialogo tra organo, orchestra e solisti attraverso musiche di Vivaldi, Händel e Alessandro Marcello,sabato 24 ottobreaPalo del Colleedomenica 25aBari(chiesa di Santa Scolastica).

Martedì 27 ottobre, ancora a Bari (chiesa di Santa Scolastica), emercoledì 28aSannicandro, l’Ensemble Orfeo Futuro, orchestra in residenza del festival, renderà omaggio a John Dowland nel quarto centenario della morte con «Dowland & Friends». Il tenoreRiccardo Pisani, accompagnato da un consort di viole, restituirà la raffinata sensibilità della musica inglese tra Rinascimento e primo Barocco, in un intreccio di canto, contrappunto e intimità cameristica.

A sua volta laCompagnia Astrolabicondurrà il pubblico in una «Navigatio Italica», viaggio attraverso le capitali musicali del Seicento, da Napoli a Venezia, passando per Roma, Firenze e altri centri della cultura barocca. Con strumenti storici e una tavolozza timbrica ricca e variegata, il progetto farà tappa aPalo del Colleil30 ottobre, aSannicandroil31 ottobree adAndrial’1 novembre.

Quindi,lunedì 2 novembre, ancora aSannicandro, il clavicembalistaGuillem Gironèsproporrà «A Cembalo Solo», un itinerario nella scuola tedesca che precede e prepara Bach, da Buxtehude e Froberger, fino alla «Fantasia Chromatica» e alla Partita n. 4 del genio di Eisenach.

Venerdì 6 novembreaBari(chiesta di Santa Scolastica) esabato 7 novembreadAndria, l’Ensemble Dolci Accentipresenterà il progetto «Scarlatti 300» nato dall’incontro con la formazione Hof-Musici diretta da Ondrej Macek dedicata alla riscoperta di pagine vocali di Alessandro Scarlatti e di altri protagonisti della scuola napoletana. Un’occasione per riportare all’ascolto opere dimenticate e restituire nuova vita a un patrimonio manoscritto di straordinario interesse.

Il percorso di Anima Mea proseguirà con «Tartini e la Scuola delle Nazioni», concerto affidato all’Ensemble L’Astréecon il violinistaFrancesco D’Orazioaffiancato daDaniele Bovoal violoncello eGiorgio Tabaccoal clavicembalo. Le sonate di Tartini e di alcuni suoi allievi racconteranno la circolazione europea di stili e idee musicali:domenica 15 novembreaSannicandro,lunedì 16adAndriaemartedì 17aBari(chiesa di Santa Scolastica).

Giovedì 19 novembre, a Bari (chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo), l’organistaCarlo Maria Barilepresenterà «Il caro Kantor», omaggio nel centenario della nascita a Karl Richter, interprete che ha contribuito in modo determinante alla diffusione nel Novecento della musica di Bach al centro del concerto.

Con il progetto argentinoBossoConcept,sabato 21 novembreadAndriaedomenica 22aPalo del Colle, si entrerà nell’universo di Astor Piazzolla con «Le Stagioni dell’Angelo», rilettura del padre del «tango nuevo» firmata dal violoncellistaJorge A. Bosso, che incrocia, clarinetto, bandonéon e contrabbasso trasformando «il pensiero triste che si balla» in una trama sonora contemporanea, sospesa tra energia ritmica e lirismo.

Chiusuramartedì 24 novembreaBari(Auditorium del Conservatorio Piccinni) con «A dispetto vedranno» affidato all’Ensemble La Tempestaddi Murcia. Il programma riporterà alla luce musiche di José Lidón, tra repertorio sacro e teatrale, accanto a pagine di José Palomino, in un finale che conferma una delle vocazioni più autentiche di Anima Mea: riscoprire tesori musicali e restituirli al presente.

La diciottesima edizione di Anima Mea è organizzata dall’associazione L’Amoroso con i contributi delMinistero della Cultura, dellaRegione Pugliae deiComuni di Bari,Palo del ColleeSannicandro di Bari, il sostegno dellaCamera di Commercio di Barie dellaFondazione Pugliae il patrocinio diRai Radio 3.

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