Un lego Set per Alberobello

L’idea innovativa è quella dal 44enne barese Renato Lovicario, professione grafico con una profonda passione per i Lego. Lovicario ha costruito un trullo con i mattoncini di plastica più famosi al mondo e lo ha proposto sul sito «Lego Ideas», il portale che dà la possibilità agli amanti dei Lego di inviare idee per l’eventuale sviluppo di nuovi prodotti commerciali della fabbrica danese. Ma per convincere i vertici dell’azienda a prendere in considerazione il progetto c’è bisogno di raggiungere i 10mila voti in 600 giorni. Non è facile, anzi è forse più impegnativo del più complicato lego set, ma l’idea è già piaciuta a tanti e in poche ore i voti sono già schizzati a 1300 (Si può votare qui: https://tinyurl.com/LegoTrulli) «I trulli danno unicità alla nostra regione – dice Lovicario –. Per questa originalità e il legame con la mia terra, ho deciso di dedicare ad Alberobello un Lego Moc, ispirandomi ad altri set ufficiali che rappresentano famose architetture storiche». Per costruire il trullo di Alberobello ci sono voluti circa 3mila mattoncini e quasi tre mesi di lavoro. «Ho una casa in Valle d’Itria – spiega il grafico – e conosco bene i trulli. Non è stato difficile riprodurli manualmente, ma è stato impegnativo».

Il barese costruisce Lego da sempre. La passione, come accade a tutti i bimbi del mondo, è nata da piccolo e non si è mai fermata. Anzi, è cresciuta nel tempo. Ha continuato a giocare con i Lego da adolescente e poi da adulto e oggi lo fa con la figlia Mia, che ha 4 anni. Con lei si diverte a costruire soprattutto saloni di bellezza o fattorie per gli animali grazie a una collezione impressionante di Lego messa insieme nel tempo. Chili e chili di mattoncini acquistati negli anni rigorosamente divisi in cassettiere per tipologia e colore. Impossibile quantificarne il numero: «Sono molto ordinato – dice – e mi piace conservarli in modo preciso in modo che sia più semplice recuperarli per lavorarci. Devo però dire grazie a mia moglie Renata che mi ha sempre supportato e sopportato in questo hobby». Un hobby che è soprattutto un grande amore che si concretizza nella realizzazione di costruzioni innovative. A Lovicario, infatti, non piace assemblare i set preconfezionati, ma creare di originali. Che possono andare da una semplice automobile a una stazione spaziale. Finanche, addirittura, a una rivisitazione futuristica dell’Ilva da lui chiamata «Ilvatech». Per realizzarla ci ha messo quasi 3 anni: ha trasformato l’azienda in una fabbrica di armi con un hangar e diversi robot. Un’idea che però non può essere presentata alla Lego che non approva le armi nelle costruzioni. I trulli invece, patrimonio dell’Unesco e portatori di valori di pace e fratellanza, hanno buone chances. E per Alberobello, che proprio quest’anno festeggerà il 25mo anniversario del riconoscimento come patrimonio dell’umanità sarebbe un ulteriore premio alle sue bellezze. Dopo essere stata inserita nella guida di Lonely Planet tra i 500 luoghi più belli del pianeta, essere stata scelta da Nutella per un’edizione limitata dei barattoli e da Dior per la campagna pubblicitaria di Natale, i trulli potrebbero «smontarsi» in tanti Lego e finire tra le mani dei bambini di tutto il mondo. Senza dimenticare che le case a cono sono già protagoniste della serie animata Trulli tales che ha avuto un successo planetario. L’idea di Lovicario ha già avuto l’applauso del sindaco di Alberobello, Michele Longo: «Faccio i complimenti a Renato Lovicario per l’originalissima idea – dice il primo cittadino che è anche delegato Anci Puglia per il turismo – e invito tutti a votare il più possibile affinché la lego possa premiare questo progetto con la realizzazione di un set dedicato ad Alberobello e, attraverso i nostri trulli, alla Puglia intera, perché le nostre case a cono sono il simbolo della nostra regione in tutto il mondo. E i valori della nostra terra rispecchiano quelli della Lego. La pazienza, la dedizione, l’impegno con cui si gioca con i mattoncini sono le stesse che hanno messo i nostri antenati nella costruzione dei trulli. E’ una fatica in miniatura che in scala però riproduce la stessa laboriosità e determinazione dei bambini, valori da tramandare di generazione in generazione. Proprio come l’unicità di un trullo».

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