Lucia Silvestris, scienziata pugliese a capo di un team del CERN

Passaggio di consegne al vertice per la comunità italiana di ricercatori coinvolti nella collaborazione CMS (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro grandi rivelatori di particelle installati presso l’acceleratore LHC (Large Hadron Collider) del Cern a cui partecipano oltre 3000 fisici di 55 paesi diversi. Dal primo gennaio, Lucia Silvestris è infatti la nuova responsabile nazionale dell’esperimento, a cui l’INFN contribuisce con circa 350 tra fisici e ingegneri provenienti da 14 sezioni e due Laboratori Nazionali. Prima Ricercatrice della sezione INFN di Bari e membro di CMS dal 1993, Lucia Silvestris sostituisce Gianmario Bilei nel ruolo di coordinatore delle attività dei gruppi italiani impegnati in prima linea nella collaborazione, alla vigilia dell’avvio del terzo ciclo di presa dati e dei lavori di upgrade in vista della fase di alta luminosità di LHC.

Lucia Silvestris è nata a Bari, dopo la maturità scientifica conseguita presso il Liceo Scientifico di Bisceglie ed il dottorato di Ricerca conseguito presso l’Università degli studi di Bari, è entrata nell’INFN di Bari.

La sua attività di ricerca in fisica subnucleare con acceleratori comincia al CERN nel 1986 con l’esperimento ALEPH, partecipando attivamente alle misure di precisione dei bosoni mediatori della forza elettrodebole (Z e W) ed alla ricerca di nuova fisica. Un’esperienza che le consente di entrare a far parte della collaborazione CMS, dove a partire dal 2005 ricopre ruoli di coordinamento, partecipando da protagonista alla scoperta nel 2012 del Bosone di Higgs. “Questa nomina – dichiara la Silvestris – è un riconoscimento del lavoro svolto negli anni all’interno della comunità CMS, dove ho sempre ricoperto posizioni di responsabilità in ambito internazionale. Rappresentare oggi il gruppo degli scienziati italiani impegnati nell’esperimento, uno dei più numerosi tra quelli che compongono la collaborazione, è quindi un grande privilegio.”

Nonostante la pandemia e le misure di contrasto al contagio messe in campo a livello mondiale, nell’anno appena trascorso il lavoro della collaborazione CMS non si è mai interrotto, consentendo di portare avanti la campagna di analisi dei dati finora raccolti, di effettuare gli aggiornamenti hardware e software necessari per l’avvio della terza fase dell’esperimento e di iniziare i test dei rivelatori necessari per la quarta fase dell’esperimento. Un’attività, quest’ultima, in cui l’INFN svolge un ruolo da protagonista e che fornirà indicazioni utili in previsione dell’attuazione del progetto High-Luminosity, grazie al quale, dopo il 2027, LHC sarà in grado di produrre un numero maggiore di collisioni allo scopo di osservare fenomeni e segnali di nuova fisica. “Le principali sfide che la comunità italiana di CMS dovrà affrontare nei prossimi tre anni – spiega la Silvestris – riguardano la preparazione per il Run 3 (ndr periodo di raccolta dati), previsto cominciare nel 2022, il completamento delle analisi dei dati già acquisiti e l’inizio della costruzione dei nuovi rivelatori di upgrade per la fase di alta luminosità di LHC. Importanti sfide saranno inoltre quelle relative al mantenimento delle competenze legate alle componenti hardware, software ed elettroniche dell’esperimento e al ricambio generazionale.”             

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