Roberto Cuoghi, ph. Albert Fuchs
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È Roberto Cuoghi il vincitore della XXVII edizione del Premio Pino Pascali che inaugurerà, con una mostra personale dell’artista, il 18 ottobre alle ore 19 presso la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare.
Il riconoscimento è stato conferito con la seguente motivazione: “Il lavoro di Roberto Cuoghi è incentrato sui rapporti tra individuo e società, il che lo rende particolarmente attuale e meritevole favorendo un dialogo tra arte e aspetti socio-antropologici. L’artista mette al centro della sua ricerca il tema metamorfico declinato attraverso l’utilizzo di diverse forme artistiche, come la scultura, la pittura, il suono, l’installazione; il lavoro multidisciplinare e la capacità di oscillare attraverso le trasformazioni sono indicatori di prossimità di Roberto Cuoghi rispetto al lavoro di Pino Pascali”.
Istituito nel 1969 dai genitori di Pascali, scomparso a causa di un incidente nel 1968, e poi ripreso nel 1998, il Premio vanta tra gli assegnatari autori di rilievo, da Jannis Kounellis a Vettor Pisani, da Maurizio Mochetti a Vincenzo Agnetti fino a Luca Maria Patella nella fase “storica” e, successivamente, artisti quali Jan Fabre, Jake&Dinos Chapman, Nathalie Djurberg, Hans Op de Beck, Ibrahim Mahama, Christiane Löhr tra gli altri, fino alle più recenti edizioni conferite a Francesco Arena e Nico Vascellari, segnando un nuovo corso che riconosce artisti mid-career della scena contemporanea italiana.
Nato nel 1973 a Modena, Cuoghi ha nel corso degli anni acquisito una posizione rilevante nel panorama internazionale, raggiungendo importanti mete di carriera, dalla presentazione del suo lavoro alla 57. Biennale di Venezia nel Padiglione Italia Il mondo magico curato da Cecilia Alemani, con l’opera Imitazione di Cristo- Il Mondo Magico (insieme a Giorgio Andreotta Calò e Adelita Husni-Bey) ma anche l’importante mostra al Fridericianum di Kassel e la retrospettiva Perla Pollina 1996-2016 divisa tra il Centre d’Art Contemporain di Ginevra e il Museo Madre di Napoli.
La pratica di Cuoghi è unica: non ha influenze dirette e il suo lavoro non si inserisce facilmente in nessun genere artistico. Le serie di opere degli ultimi due decenni sono accomunate da una particolare attenzione al processo: l’artista sviluppa nuove tecniche e metodologie per realizzare ogni opera con assoluto controllo creativo e il massimo livello di artigianalità. Ogni nuova serie è profondamente diversa dalla precedente e Cuoghi passa senza soluzione di continuità da un medium all’altro, padroneggiando la forma senza essere definito da uno stile univoco. “Artista tra i più radicali della sua generazione”, scrive di lui il curatore Alessandro Rabottini, “Cuoghi sfugge alle facili categorizzazioni”. Una mostra personale dell’artista presso la Fondazione Pino Pascali, in collaborazione con le gallerie Chantal Crousel e Hauser&Wirth ne documenterà la ricerca e le istanze che caratterizzano il suo lavoro degli ultimi dieci anni.
