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“A Tubo! Storie di bande, comunità e sentimento pugliese”

people performing on stage

Photo by Lucas Allmann on Pexels.com

Parte il 22 agosto, in occasione della festa patronale di Corato, con la Grande Orchestra di Fiati “G.Ligonzo” di Conversano, la rassegna “A Tubo! Storie di bande, comunità e sentimento pugliese”, organizzata del Comune di Corato, Assessorato alle Politiche Educative e Culturali, in sinergia con l’Associazione MaleArti.

Quattro appuntamenti musicali dunque, che si svolgeranno nella Cassarmonica installata, per l’occasione, in piazza Cesare Battisti e che vedranno alternarsi le Bande, Grande Orchestra di Fiati “G.Ligonzo” di Conversano (22 agosto) e il Gran Concerto Bandistico “Città di Rutigliano” (4 settembre), con due Big Band, la “Controrchestra Big Band (25 agosto) e la Botontum Clarinet Quintet (28 agosto).

Collaterali ai concerti, tre conversazioni sul tema che si terranno nel chiostro del Palazzo di Città: il 27 agosto “I mille volti della Banda – Le contaminazioni tra le americhe e l’Europa degli anni ’30”, il 31 agosto “Clarinetto Virtuoso – Viaggio nel mondo di uno strumento straordinario alla scoperta delle sue molteplici anime” e il 3 settembre “La Banda Musicale nel Meridione d’Italia – 150 anni di storia fra tradizione e modernità in un flusso ininterrotto di generi e generazioni”.

La rassegna, , organizzata grazie alla direzione artistica del Maestro Cataldo Caputo sarà, quindi, un viaggio ideale tra quello che era e quello che è oggi il concerto di orchestra di fiati in tutta la sua camaleontica duttilità: nel programma sono inserite bande di tradizione e big band come segno di continuità e non come passaggio di testimone tra formazioni solo apparentemente molto distanti.

In un momento storico in cui è ancora più forte l’esigenza di ritrovare le nostre radici generanti, le ragioni che ci accomunano e ci avvicinano, di ricreare una nuova Koiné che sia collante per le intelligenze appassionate e per tutti coloro che credono che il futuro comincia da oggi, è fonte di ricchezza far leva sulla capacità di unire generazioni, concezioni e gusti musicali diversi che fa della banda un catalizzatore di emozioni potentissimo.

Un festival sognato già da bambino dal Maestro Caputo che dichiara: “Chi come me è nato in Puglia e ha fatto della musica una scelta di vita, più che un mestiere, non può prescindere dalla banda. Dalle bande. Aspettavo la festa patronale e la Settimana Santa per ascoltare per l’ennesima volta le marce che durante tutto l’anno fischiettavo, canticchiavo e strimpellavo. Quando nel 2009 ho avuto la fortuna di iniziare la mia collaborazione con la Banda musicale della Poliza di Stato si è avverato un sogno: sarei riuscito ad ascoltare alcuni dei miei brani sinfonici preferiti eseguiti da una delle orchestre di fiati più prestigiose al mondo. Da allora desideravo organizzare un vero e proprio festival nella mia città per poter far esibire qui le realtà musicali di soli fiati più importanti d’Italia.

Quando il maestro Ernesto Abate sottopose in anteprima la marcia che aveva appena composto al suo amico farmacista, questi esclamò: “A tubo!” per esprimere quanto gli piacesse e quanto apparisse perfetta in tutte le sue parti, come un tubo. Il maestro scoppió a ridere e decise che quella marcia si sarebbe chiamata “A tubo!”. Per questo motivo ho pensato di chiamare così anche il Festival che vuole essere, come precisa il sottotitolo, un momento di musica, di tradizione e di sentimento pugliese.

Ringrazio di vero cuore l’amministrazione comunale, in particolare l’assessore Beniamino Marcone, per aver condiviso con me questa idea che sono sicuro porterà lustro alla nostra città essendo in questo momento più che mai motivo di nuovo slancio, di ripresa culturale e sociale.”

Un modo di rendere l’arte “strumento” di identità collettiva per l’Assessore alle Politiche Culturali, Beniamino Marcone: “La rassegna di bande è il primo tassello di un’azione mirata alla scoperta, ricoperta e difesa delle nostra tradizione bandistica che inevitabilmente si intreccia con la tradizione popolare e il folklore.  Non a caso si parte proprio il giorno della Festa Patronale. Nei nostri paesi infatti, un tempo, nel corso delle Feste Patronali, la banda musicale era l’attrazione principale delle manifestazioni civili inserite nel programma della Festa e tutt’oggi contribuisce a mantenere accesa la luce della musica negli strati popolari del paese rappresentando anche un importante momento di aggregazione che coinvolge giovani e anziani. Con “A TUBO”, quindi, in linea proprio con gli stessi orientamenti regionali riguardanti lo sviluppo e la promozione del territorio, ci avviamo verso un percorso di rilancio e riscoperta culturale che intendiamo proseguire anche nei prossimi anni. Ringrazio con grande senso di stima l’amico, oltre che grande professionista, Cataldo Caputo. La sua direzione artistica certamente conferisce all’intera manifestazione prestigio e valore oltre a restituire all’intera comunità cittadina, in questo momento tanto particolare, un’occasione di sano compiacimento. Attraverso lui, attraverso la sua disponibilità, attraverso le sue qualità artistiche l’arte diviene anche “strumento” di identità collettiva.”

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